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TheRealB
www.juzaphoto.com/p/TheRealB



avatarFotografia di architettura - altezza massima per focale e distanza
in Tecnica, Composizione e altri temi il 27 Febbraio 2020, 18:19


Geometri e/o architetti, aiuto! MrGreen

Faccio spesso fotografie di architettura e, non disponendo (ancora) di un obiettivo tilt-shift, per evitare la conversione delle linee verticali scatto tenendo la fotocamera "in bolla" (sensore parallelo al piano verticale del soggetto fotografato). Uso sempre il treppiede, ovviamente.

Per risparmiare tempo al momento dello scatto, nei viaggi pianifico in anticipo le foto che scatterò. Mi sono quindi trovato a chiedermi a quale distanza debba mettermi da un certo soggetto (ad esempio, la facciata di una chiesa) per poterla riprendere interamente con la fotocamera in bolla, utilizzando una certa lunghezza focale e orientando la fotocamera in orizzontale o in verticale. O, più spesso, se lo spazio antistante sia sufficiente ad includere l'intera facciata (in funzione della focale, ovviamente), e se sia necessario orientare la fotocamera in verticale. Il tutto nell'ipotesi che la fotocamera sia piazzata sullo stesso piano dal quale si eleva il soggetto (es. piazza pianeggiante davanti alla chiesa).

Rispolverando le conoscenze di trigonometria acquisite ormai una quarantina di anni fa e mai più utilizzate, ho pensato di procedere così:
1. calcolare l'angolo di campo, ovviamente separatamente per altezza e larghezza del sensore, in funzione della focale;
2. dividere il risultato del punto 1 per due;
3. calcolare la tangente del risultato del punto 2;
4. sottrarre dall'altezza del soggetto quella del treppiede;
5. dividere il risultato del punto quattro per il risultato del punto 3, ottenendo quindi la distanza minima per includere l'intero soggetto nell'inquadratura.

Alternativamente, posso calcolare secondo lo stesso approccio l'altezza massima in funzione di focale e distanza (moltiplicando la distanza per la tangente della metà dell'angolo di campo, sempre correggendo per l'altezza del treppiede), oppure la focale necessaria in funzione di altezza e distanza.

Sto sbagliando qualcosa? A parte l'approccio alla vita e alla fotografia, intendo MrGreen


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avatarGrandi Maestri o piccoli mentori?
in Blog il 10 Febbraio 2020, 21:29


Da quando sono appassionato di fotografia mi si consiglia di guardare, studiare, apprendere dalle opere dei Grandi Maestri della fotografia. Ho comprato decine di libri, oltre a quelli di tecnica fotografica, per sfogliarli e farli miei , nella speranza di migliorarmi.

A parte l'indiscutibile piacere estetico e talvolta intellettuale, però, questo metodo non ha funzionato.

Non ha funzionato perché, a mio avviso, è come proporre ad un atleta dilettante di studiare i risultati del campione del mondo della disciplina. Può osservare al rallentatore tutte le sue mosse, ma questo non gli darà la minima idea di come allenarsi. In alcuni casi il confronto tra i successi del modello e le proprie mediocri performances potrebbe, anzi, alimentare la frustrazione e finire per essere demotivante.

Quindi, ho smesso.

Ho iniziato invece ad esaminare le foto premiate (o comunque selezionate) in numerosi concorsi online. Fotografie di "semplici" professionisti o amatori evoluti. Fotografie che sono molto più vicine al mio modo di fotografare, sia per soggetti (nel mio caso, paesaggi urbani e architetture), sia per stile o approccio.

Ho quindi iniziato a copiare le foto che mi piacevano. Spudoratamente, all'inizio, con l'unico scopo di capire come quella foto era stata fatta. Poi, progressivamente, mettendoci del mio. Alla fine, in molti casi, realizzando qualcosa di sufficientemente diverso da essere autentico, almeno a mio parere.

In questo modo credo di essere migliorato. O, comunque, le mie foto mi piacciono di più e sono molto più motivato ad esplorare ulteriormente alcuni soggetti o situazioni.

Quindi, che i Grandi Maestri se ne vadano a quel paese. Per me non sono Maestri, ma Fotografi (con la F maiuscola, si badi bene) che però, per incapacità mia o loro, non sono stati in grado di insegnarmi alcunché.

Adesso, fatemi pure a pezzi. MrGreen


92 commenti, 1951 visite - Leggi/Rispondi


avatarPerché le pubblicate?
in Tema Libero il 16 Gennaio 2020, 12:10


Questa è la domanda che Lastprince ha formulato qui: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3438557&show=15

Il thread si è chiuso poco dopo, ma la domanda è interessante, soprattutto per chi, come me, ha scelto di non pubblicare le proprie fotografie.

Per me la domanda è quindi: TheRealB, perché non pubblichi le tue foto, qui o altrove?

La mia risposta è articolata.

Innanzitutto, io fotografo quasi esclusivamente per me stesso. In effetti, fotografo anche per mia figlia, per lasciarle una testimonianza di suo padre e per invogliarla a fotografare, o comunque ad avere un occhio allenato all'immagine. Non avendo altre attitudini o abitudini creative, cerco di trasmetterle quello che posso.

In secondo luogo, credo che i partecipanti a questo consesso, o ad altri simili, non abbiano in genere le benché minime capacità critiche, pur essendo talvolta ottimi fotografi. Difficilmente un autore è un buon critico, perfino delle sue stesse opere.

Inoltre, le mie foto sono una testimonianza della mia vita: i luoghi dove vivo, i viaggi che faccio, i miei interessi. Tutte cose che non ho la minima intenzione di condividere con sconosciuti. [Non ho account in chiaro su alcun social (anzi, ho solo questo su Juza e un account farlocco su Facebook, con informazioni false o inesistenti, per accedere ad alcune pagine), uso un'email criptata, accedo al web attraverso una VPN. Ho un backup delle mie files su Amazon Drive, ma in ogni caso Amazon è in grado di conoscere più informazioni su di me attraverso i miei numerosissimi acquisti che analizzando le mie fotografie, per cui il problema della riservatezza in questo caso - purtroppo - non si pone.]

Infine, non credo che le mie foto siano degne di interesse e comunque non credo valga la pena aggiungere quest'ulteriore goccia al mare di melma fotografica che inonda internet.

Voi, invece, perché pubblicate? Oppure, perché non pubblicate?


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avatarAppendere lo smartphone al treppiede: come?
in Computer, Schermi, Tecnologia il 14 Gennaio 2020, 20:43


Si tratta di una domanda un po' particolare, ma ho cercato dappertutto senza riuscire a trovare una soluzione.

Quando scatto su treppiede (il 90% delle mie foto) utilizzo lo smartphone collegato via usb per comandare la fotocamera attraverso un'app (DSLR Controller). Quando voglio modificare l'inquadratura, però, avrei la necessità di appendere temporaneamente lo smartphone al treppiede, mantenendo la possibilità di controllare l'inquadratura stessa sullo schermo del telefono.

Ho cercato una soluzione su Amazon e altrove, ma trovo solo supporti che prevedono che lo smartphone venga fissato su di essi, analoghi a quelli usati in auto, mentre io vorrei poterlo semplicemente appendere per poi riprenderlo in mano subito dopo aver aggiustato l'inquadratura, per modificare i parametri e/o scattare.

Qualcuno ha avuto la stessa esigenza e l'ha risolta? Oppure, avete qualche idea di cosa potrei usare?



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avatarConcorsi dedicati alla foto di architettura/paesaggio urbano
in Blog il 04 Gennaio 2020, 12:00


Conoscete qualche concorso di rilievo nazionale o internazionale dedicato alla foto di architettura/paesaggio urbano, oppure con una sezione specificatamente dedicata a questo genere?

Quasi sempre le foto in questione entrano nella categoria più generale del paesaggio (landscape) Confuso


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avatarMera curiosità: variabilità della dimensione dei files raw
in Tecnica, Composizione e altri temi il 23 Dicembre 2019, 23:49


Stamattina stavo riordinando alcuni scatti vecchi e nuovi, e ho notato che i files raw della mia Canon 5D Mark IV presentano una variabilità delle dimensioni su disco molto più elevata di quelli della vecchia 5D Classic. Nel primo caso ho files che vanno dai 27mb ai 42mb, nel secondo tutti i files oscillano di poco intorno ai 12,2-12,6mb (che mi sembra più coerente con la densità del sensore).

Qualcuno mi può spiegare il perché?


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avatarPhoto stitching verticale dell'interno di una chiesa
in Tecnica, Composizione e altri temi il 17 Dicembre 2019, 14:26


Buongiorno a tutti.

Il prossimo anno andrò in vacanza in Danimarca. Essendo un appassionato (alle prime armi) di fotografia di architettura, sto facendo un po' di ricerche su possibili soggetti e location e mi sono imbattuto nella Grundtvigs Kirke: www.locationscout.net/denmark/7723-grundtvigs-kirke/33669





Pur non apprezzando l'opera in sé, credo sia un soggetto fotografico interessante. Temo però che per riprendere adeguatamente gli interni sia necessario ricorrere al photo stitching di più immagini impilate verticalmente (oppure ad una matrice di immagini).

E qui casca l'asino, perché:

1. non ho alcuna esperienza di stitching (sia di ripresa sia di postproduzione), ma ho diversi mesi per allenarmi;
2. temo che l'attrezzatura di cui dispongo (5DIV + 16-35 f/4 + 35 f/1.4 L II + 50 f/1.4 + 24-105 f/4 L I + 135 f/2 L) non sia adeguata, perché il 16-35 è troppo corto, il 135 è troppo lungo mentre il 50 e il 24-105 non sono abbastanza nitidi;
3. ho capito che lo stitching in verticale, soprattutto quando l'immagine presenti linee così nette e parallele come nel caso della chiesa di cui sopra, è piuttosto sfidante e potrebbe richiedere un'attrezzatura specifica, mentre io mi porterei un semplice Manfrotto 190 con testa a tre vie.

Non ho intenzione di comprare un obiettivo ad hoc (sto flirtando con il T-SE 17mm, ma dubito che mi deciderò a breve a fargli una proposta seria), anche se il 50 andrebbe sostituito con qualcosa di più degno (visto il genere che prediligo, mi orienterei su un Art).

Che ne pensate? Meglio che accantoni l'idea, per evitare frustrazioni, oppure potrei cavare qualche ragno dal buco?

Grazie in anticipo.


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avatarpost doppio, scusate
in Tema Libero il 09 Dicembre 2019, 15:19


Lo smartphone mi ha fatto uno scherzo, scusatemi.


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avatarPhotolux Festival: ormai le fotografie di proiettano, non si stampano
in Tema Libero il 09 Dicembre 2019, 15:19


Ieri ho approfittato di una visita dalle parti di Lucca per dare un'occhiata al Photolux Festival. Ero con mia figlia di 5 anni con la sua bella RX100 prima serie al collo (bisogna allevarli da piccoli) e speravo di farle vedere un po' di belle foto.

Ebbene, la maggior parte del (teorico) portafoglio non era debitamente stampata ed esposta, ma proiettata su schermo, peraltro con proiettori di qualità medio-bassa. Passi per una serie di vecchie diapositive, visto che in quel caso la modalità di fruizione è coerente con il supporto scelto, ma perché diamine dovrei andare ad una mostra per vedere foto ad una qualità inferiore a quella di uno schermo 4k? E senza poter decidere su quale soffermarmi?

Mala tempora currunt.


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avatarForse non tutti sanno che: salvare i settings delle foto elaborate con Silver Efex & C.
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 03 Dicembre 2019, 14:20


Uso Silver Efex piuttosto spesso, e mi sono sempre chiesto perché la Nik prima e DxO poi non abbiano previsto la possibilità di salvare tutti i parametri di un'elaborazione per poterli riutilizzare in seguito (senza dover partire da zero).

Ho scoperto che in realtà è possibile, anche se un po' laborioso.

Per ciascuna foto elaborata bisogna salvare un preset personalizzato, avendo l'accortezza di tenere premuto il tasto Shift quando si clicca sul "+" della scheda "CUSTOM" (mi riferisco alla versione 2.3.0): in questo modo si salvano anche i "SELECTIVE ADJUSTMENTS".

Dopo di che, si può esportare il preset assegnandogli un nome corrispondente a quello del file origine (es. IMG2801.np se il file della foto è IMG2801.CR2) e salvandolo nella stessa directory. A questo punto si può anche cancellare il preset, salvo re-importarlo quando si rielabora la stessa foto e si vuole partire dal punto dove si era lasciata.

Se si vuole aggiornare il preset, per aggiornare anche i selective adjustments bisogna sempre tenere premuto il tasto Shift cliccando sull'icona in basso a destra del preset stesso.

Io non lo sapevo, e mi si è aperto un mondo Sorriso


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avatarSecondo corpo con più pixel o nuovo obiettivo
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 09 Novembre 2019, 17:35


Cerco di essere breve: possessore soddisfatto di una Canon 5D mark iv, allergico all'EVF e poco interessato ai pur numerosi vantaggi delle mirrorless.

Mi sto appassionando alle foto dei luoghi (non paesaggi naturali, prevalentemente soggetti urbani); per questo tipo di fotografia, sempre su treppiede, il mio obiettivo di elezione è il 16-35 f/4. Non sono al momento interessato all'upgrade al 2.8, anche perché difficilmente scatto sotto f/8.

Mi capita spesso di dover apportare correzioni prospettiche in postproduzione, che ovviamente mi fanno perdere pixel, anche se sono abbastanza soddisfatto dei risultati. Sono consapevole delle altre tecniche di ripresa per ovviare al problema, ma anche quelle "mangiano" pixel.

Ho davanti quattro scenari:
1. acquistare subito una 5DS R, che di importazione parallela costa ormai meno di milleduecento euro (Eeeek!!!), da affiancare alla 5D4;
2. acquistare un TS-E 17mm, da usare con la 5D4, sui milleottocento euro attraverso lo stesso canale;
3. aspettare la prevista (?) ML Canon semipro, sperando che il sensore raggiunga i 50-60 mpx;
4. non fare nulla e continuare a scattare con il 16-35 e correggere in postproduzione quando necessario.

Ovviamente, ogni scenario ha i suoi pro e i suoi contro. Non intendo dissanguarmi finanziariamente, altrimenti potrei sceglierli tutti e tre (i primi due subito, il terzo quando sarà possibile). Il secondo mi sembra quello più razionale, perché si tratta di un obiettivo utilizzabile per molti anni su qualsiasi corpo macchina Canon e non. Il primo è il più economico, il terzo quello più caro e più incerto, ma coglierei con un colpo solo il passaggio a ML (obtorto collo, ma inevitabile prima o poi) e l'aumento della risoluzione. Il quarto è quello più saggio, anche perché non sono certo un gran fotografo in generale e ho poca esperienza nel tipo di fotografia che sto approcciando.

Da ultimo: non ho mai stampato oltre i 40x60 e non credo lo farò mai, per cui anche "buttando via" un quarto dei 30 mpx della 5D4 non dovrei aver particolari problemi anche se volessi trasferire i miei capolavori su carta MrGreen

Consigli e/o opinioni?


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avatarTracciare le azioni di postproduzione nei workflow multi-software
in Fotocamere, Accessori e Fotoritocco il 01 Novembre 2019, 19:22


Premetto che non ho Lr o Ps, per cui posso utilizzare i diversi software specializzati (Topaz Denoise e Sharpen, Nik Silver Efex, Aurora HDR) in modalità stand-alone e non plug-in. A seconda dei casi, il software di base è costituito da Capture One o DxO PhotoLab.

Il mio problema è tenere traccia delle azioni e dei parametri che ho applicato. Già Aurora, pur consentendo di salvare un file sul quale intervenire successivamente, non consente di tenere traccia o modificare i parametri di acquisizione delle immagini da fondere. Silver Efex non salva i parametri ma solo il file risultante, Topaz Denoise e Sharpen idem (immagino tra l'altro che l'impossibilità a tenere traccia dei parametri sussista anche nella modalità plug-in).

Visto che mi capita di voler rivedere una postproduzione che avevo completato in passato, si pone il problema di tenere traccia di tutti gli interventi e i parametri utilizzati in ciadcuno. Al momento salvo un file txt con lo stesso nome del raw di partenza, ma e una soluzione non certo ottimale.

Mi sfugge qualcosa?
Voi come fate?


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Orgogliosamente nato e cresciuto nella Capitale da sangue del Granducato, terrone per vocazione e storia personale, meneghino per necessità. Ateo, bestemmiatore, provocatore, tuttologo, estremista.

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