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Con i tubi di prolunga si ottiene un rapporto maggiore di 1:1 su obiettivi macro?


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avatarjunior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 11:22

forse sei troppo giovane per sapere che sulle rette parallele sei stato largamente anticipato da Aldo Moro

Cosa ha detto sulle rette parallele?

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 11:26

Convergenze parallele

Si tratta di un'espressione d'autore, storicamente attribuita ad Aldo Moro, che, verosimilmente, trae origine da un discorso pronunciato nell'ambito del congresso di Firenze della Democrazia Cristiana del 1959, inerente alla politica delle alleanze. L'affermazione secondo cui "in tale direttrice diviene indispensabile progettare convergenze di lungo periodo con le sinistre, pur rifiutando il totalitarismo comunista" ha dato spunto al concetto delle convergenze parallele.
La locuzione è considerata un'epitome della carriera politica di Moro (sempre rivolta alla ricerca del compromesso), tanto da aver dato titolo a un libro dedicato a lui. In realtà a tutt'oggi non è chiaro quando Moro abbia pronunciato questa espressione: alcuni (tra cui Corrado Guerzoni, stretto collaboratore e biografo di Moro, e Mino Martinazzoli, ex collega di partito) considerano l'attribuzione a Moro una leggenda urbana. Si noti che la frase sopra citata si riferiva alla collaborazione con il PSI, che dal 1956 portava avanti una politica autonomista, nettamente distaccandosi dall'URSS e dal PCI, il che avvalora la tesi della leggenda metropolitana.
Il 16 luglio 1960 Aldo Moro aveva parlato - in un comunicato ufficiale - di «convergenze democratiche». Il termine specifico di «convergenze parallele» è stato coniato da Eugenio Scalfari in un articolo pubblicato sul settimanale “L'Espresso” in data 24 luglio 1960[1] .


it.wikipedia.org/wiki/Convergenze_parallele

uno dei motivi per cui le Brigate Rosse lo hanno "punito" è stato proprio questo.
oggi un rapimento e un omicidio per motivi del genere sarebbe impensabile, poichè è evidente che la maggior parte dei parlamentari sposta il proprio sedere per convenienza, e la destra e la sinistra sono solo poltrone diversamente colorate. Ma a livello internazionale, la netta separazione tra le 2 categorie doveva esistere e resistere negli anni '70. Si è parlato infatti di matrice internazionale nell'azione delle B.R.

avatarsupporter
inviato il 08 Aprile 2017 ore 11:28

@Occhio: Lo vedo un po' macchinoso l'inserimento dello spessorino. Se penso al possibile danno che potrebbe conseguire, preferisco investire in ottiche da invertire (anche di altri brand, tanto non serve la compatibilità dell'attacco), che mi costerebbero comunque enormemente meno di una eventuale riparazione.
In Canon, da questo punto di vista sono avvantaggiati avento tutte le ottiche il diaframma elettromagnetico, visto che puoi impostare il diaframma in macchina, bloccarlo col tasto di anteprima della PDC e poi smontarlo e invertirlo. In Nikon hanno cominciato solo ora a realizzare ottiche con tale diaframma.

Adriano

avatarjunior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 11:40

Grazie Ooo

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 12:44

forse sei troppo giovane per sapere che sulle rette parallele sei stato largamente anticipato da Aldo Moro


La convergenze parallele?? Ahahaha....

Oops sono stato preceduto da Ooo...

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 14:59

Si tratta di un'espressione d'autore, storicamente attribuita ad Aldo Moro, che, verosimilmente, trae origine da un discorso pronunciato nell'ambito del congresso di Firenze della Democrazia Cristiana del 1959, inerente alla politica delle alleanze. L'affermazione secondo cui "in tale direttrice diviene indispensabile progettare convergenze di lungo periodo con le sinistre, pur rifiutando il totalitarismo comunista" ha dato spunto al concetto delle convergenze parallele.
La locuzione è considerata un'epitome della carriera politica di Moro (sempre rivolta alla ricerca del compromesso), tanto da aver dato titolo a un libro dedicato a lui. In realtà a tutt'oggi non è chiaro quando Moro abbia pronunciato questa espressione: alcuni (tra cui Corrado Guerzoni, stretto collaboratore e biografo di Moro, e Mino Martinazzoli, ex collega di partito) considerano l'attribuzione a Moro una leggenda urbana. Si noti che la frase sopra citata si riferiva alla collaborazione con il PSI, che dal 1956 portava avanti una politica autonomista, nettamente distaccandosi dall'URSS e dal PCI, il che avvalora la tesi della leggenda metropolitana.
Il 16 luglio 1960 Aldo Moro aveva parlato - in un comunicato ufficiale - di «convergenze democratiche». Il termine specifico di «convergenze parallele» è stato coniato da Eugenio Scalfari in un articolo pubblicato sul settimanale “L'Espresso” in data 24 luglio 1960[1] .

it.wikipedia.org/wiki/Convergenze_parallele

uno dei motivi per cui le Brigate Rosse lo hanno "punito" è stato proprio questo.
oggi un rapimento e un omicidio per motivi del genere sarebbe impensabile, poichè è evidente che la maggior parte dei parlamentari sposta il proprio sedere per convenienza, e la destra e la sinistra sono solo poltrone diversamente colorate. Ma a livello internazionale, la netta separazione tra le 2 categorie doveva esistere e resistere negli anni '70. Si è parlato infatti di matrice internazionale nell'azione delle B.R.


Infatti, secondo alcune fonti autorevoli americane, se non è la solita bufala, pare che la morte di Aldo Moro fosse molto ben vista dall'amministrazione americana proprio per questo motivo: era troppo accondiscendente col PCI di Berlinguer, quindi con l'influenza russa. Secondo la stessa fonte pare ci sia anche lo zampino dei servizi segreti americani ed italiani nell'operazione dell BR.

user46920
avatar
inviato il 08 Aprile 2017 ore 17:01

stai a vedere che alla fine, vorrebbero farci credere che la colpa della morte di Moro è del povero Berlinguer Cool

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 18:53

Anche perché il compromesso storico è esattamente quello che si è verificato per sostenere la strategia antiterroristica.
E la storia del PCI-PDS-DS-PD-PDN etc. ne è una riprova.

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 21:24

impostare il diaframma in macchina, bloccarlo col tasto di anteprima della PDC e poi smontarlo e invertirlo.


Proprio la manovra che da più parti ho visto sconsigliare caldamente e definire decisamente pericolosa per la salute dell'obiettivo....

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 21:48

@Ooo sei un grande! ma anche gli altri non scherzano, mi avete umiliato!MrGreensperavo di sorprenderviSorry

avatarsenior
inviato il 08 Aprile 2017 ore 23:08

Proprio la manovra che da più parti ho visto sconsigliare caldamente e definire decisamente pericolosa per la salute dell'obiettivo....

Si, ho letto anche io più volte di questa tecnica.
Sulla pericolosità per la salute dell'obiettivo sono il primo a crederci, visto che ho toccato con mano cosa vuol dire giocare con i contatti elettrici degli obiettivi: mi sono trovato un 70-200/4L IS USM al quale hanno dovuto sostituire l'intero gruppo ottico perché aveva smesso di funzionare l'intero impianto elettromeccanico che gestiva l'IS, USM ed il diaframma. Questo dopo un paio di settimane che avevo manipolato i contatti elettrici per fare funzionare l'AF con un moltiplicatore 2x.

avatarsenior
inviato il 09 Aprile 2017 ore 20:28

Si, ho letto anche io più volte di questa tecnica.
Sulla pericolosità per la salute dell'obiettivo sono il primo a crederci, visto che ho toccato con mano cosa vuol dire giocare con i contatti elettrici degli obiettivi: mi sono trovato un 70-200/4L IS USM al quale hanno dovuto sostituire l'intero gruppo ottico perché aveva smesso di funzionare l'intero impianto elettromeccanico che gestiva l'IS, USM ed il diaframma. Questo dopo un paio di settimane che avevo manipolato i contatti elettrici per fare funzionare l'AF con un moltiplicatore 2x.


Be', però non ci dici che vuol dire "manipolato".

Io stento a credere che possa essere dannosa la tecnica descritta.
So bene anche che Canon consiglia di spegnere la macchina prima di sostituire un obiettivo ma credo che non si conosca caso in cui sia capitato un problema per averlo fatto senza spegnere la macchina...

Nel caso in questione l'unico problema che mi viene a mente è che la macchina si troverebbe collegato un obiettivo con il diaframma non a TA quando si aspetta di trovarlo così, e quindi potrebbe non essere più in grado di dialogare con il diaframma e di riportarlo a TA... Ma non ho mai letto nulla di simile.

Quando si leggono info minatorie uno si aspetterebbe anche di leggere le controindicazioni del caso con qualche dettaglio... Tu hai letto qualcosa di più preciso?

avatarsenior
inviato il 09 Aprile 2017 ore 21:18

Paolo, è successo anche a me di staccare un obiettivo senza spegnere la macchina e non è mai successo nessun danno, ma è innegabile che quando fai l'operazione strisci i contatti tra di loro.

Venendo al tuo approfondimento:
Be', però non ci dici che vuol dire "manipolato".

Te lo spiego subito.
Conosci la tecnica di mascherare, con un nastro da elettricista, gli ultimi tre contatti per ingannare la reflex quando ci attacchi un moltiplicatore 2x ad un obiettivo che apre al massimo ad f/4?
Io l'ho fatto con la 50D, il 70-200/4L IS USM ed il Sigma 2x EX DG.
L'AF ha iniziato a sussultare e fare andare avanti ed indietro rapidamente le lenti, senza riuscire a mettere a fuoco con successo, sembrava un pistone di un motore. A quel punto ho preferito lasciare perdere e smontare tutto. Subito funzionava tutto correttamente, quindi ho riposto nello zaino l'obiettivo.
Un paio di settimane dopo monto il bianchino sulla 50D ed il diaframma segnava 00, quindi faccio un po di prove, ma sembrava totalmente morto. Lo porto in camera service ed il resto lo sai.
Personalmente non so se quell'esperimento sia la causa, ma la coincidenza è troppo sospetta, inoltre io non credo nel caso, soprattutto in questi casi, per me ogni evento di questo tipo ha una sua causa ben precisa.

user46920
avatar
inviato il 09 Aprile 2017 ore 22:11

Giorgio:
...soprattutto in questi casi, per me ogni evento di questo tipo ha una sua causa ben precisa.

la povertà?

MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Aprile 2017 ore 22:22

Nel caso in questione l'unico problema che mi viene a mente è che la macchina si troverebbe collegato un obiettivo con il diaframma non a TA quando si aspetta di trovarlo così, e quindi potrebbe non essere più in grado di dialogare con il diaframma e di riportarlo a TA... Ma non ho mai letto nulla di simile.


Sosolo che la manovra veniva sconsigliata e definita rischiosa. Penso che la mossa migliore per andarne a fondo sia una bella email - o un giro di chat - con il sistema di assistenza ufficiale della casa madre della lente. Si sente cosa dicono loro e poi si prendono decisioni a ragion veduta.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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