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Con i tubi di prolunga si ottiene un rapporto maggiore di 1:1 su obiettivi macro?


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avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2015 ore 22:12

Vero, infatti un problema dei tubi di prolunga in serie è la stabilità... ci vogliono due punti di ancoraggio sulla slitta micrometrica: uno sul corpo macchina ed uno circa al centro dei tubi in serie; io l'ho costruito da me, adattandoci un collare per obiettivi.

user46920
avatar
inviato il 01 Maggio 2015 ore 22:33

Il tubo di prolunga 36 mm , porta il rapporto da 1:1 a quanto?

se monti un'ottica fissa di 35mm sul tubo di 36mm, avrai un rr 1:1, se lo monti su un'ottica 105mm che è già in rapporto 1:1, avrai un ingrandimento proporzionale, ovvero un rr finale di 1.35:1 ... ecc.

PS: Martino, se ti interessano le formule, qui ne trovi alcune !!!

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2015 ore 22:38

io l'ho costruito da me, adattandoci un collare per obiettivi.


molti anni fa se ne parlava in un bel libro di john shaw...

avatarjunior
inviato il 02 Maggio 2015 ore 12:46

Martino, se ti interessano le formule, qui ne trovi alcune !!!

GRAZIE Occhio del cigno

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2015 ore 23:32

io ribadirei però che a 1:1 la focale non è più 105. ma meno, quindi all'atto pratico l'ingrandimento dovrebbe essere maggiore: da provare concretamente... ;-)

user46920
avatar
inviato il 03 Maggio 2015 ore 2:06

io ribadirei però che a 1:1 la focale non è più 105.

Giusto !!! ... c'è da mettere in conto anche quello, come il fatto che di solito anche il valore della focale è Nominale e non effettivo.
Per cui il reale RR lo si conosce soltanto provando con un riferimento metrico nell'immagine.

avatarjunior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 14:03

io ribadirei però che a 1:1 la focale non è più 105

???
Cosa significa ciò??

avatarsenior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 18:16

Provato tempo fa il nikon 105 micro con corpo macchina D800 (mirino 100%): dimensione inquadrata esattamente
24 x 36 mm ( su carta millimetrata), come è normale in un obiettivo macro con RR= 1:1.

avatarjunior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 19:08

Cosa significa quindi che il 105 mm(sigma macro) a 1:1 su nikon d 800 non è più un 105?

avatarsenior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 20:58

ci provo, anche se non è proprio il mio pane: nell'ottica "classica" la focale è una distanza fisica, per cui anche gli obiettivi inzialmente avevano dimensioni direttamente legate alla focale e, nello specifico delle ottiche macro, il maggior rapporto di riproduzione si otteneva con l'allungamento, allontanando dal piano focale il gruppo ottico, proprio come si fa con i tubi di prolunga, con la comodità di un lungo elicoide di messa a fuoco già incorporato; da un certo punto i macro hanno smesso di allungarsi fisicamente nel momento in cui si focheggia più vicino... e l'unico modo per farlo è diminuire la focale; non so i dati precisi (penso basti fare una ricerca in rete) ma le focali che sono reali ad infinito non lo sono più al massimo ingrandimento, bensì diminuiscono (i macro IF sono in realtà dei sistemi a focale variabile)
ps mi scuso per le possibili imprecisioni ;-)

avatarsenior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 21:34

Cosa significa quindi che il 105 mm(sigma macro) a 1:1 su nikon d 800 non è più un 105?

Avevo letto qualcosa che spiegava questo fenomeno, ma non ricordo i dettagli tecnici.
In pratica, esistono due sistemi ottici per ottenere lo stesso risultato: quello dell'allontanamento dell'intero gruppo ottico, come spiega Massimo in questo suo passaggio:

il maggior rapporto di riproduzione si otteneva con l'allungamento, allontanando dal piano focale il gruppo ottico, proprio come si fa con i tubi di prolunga, con la comodità di un lungo elicoide di messa a fuoco già incorporato;


l'altro è quello dell'internal focus, dove due gruppi ottici si allontanano tra di loro per raggiungere lo stesso risultato, quindi senza l'allungamento del barilotto (come spiegato sempre da Massimo).
In questo secondo caso però, pare che la focale finale risultante non sia più esattamente quella nominale, ma sia inferiore, di quanto però dipende dallo schema ottico.
Tieni presente che in tutti gli obiettivi, non solo macro, la focale nominale dichiarata dal produttore è sempre misurata all'infinito, cosa che in macro non si sa nemmeno da che parte sta "l'infinito" ;-).

Un esempio classico di obiettivo macro del primo tipo è il Tamron SP 90/2.8 (quello non VC USD) ed il vecchio Sigma 105/2.8 HSM macro.

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 22:14

in macro non si sa nemmeno da che parte sta "l'infinito" ;-).


... ma Giorgio: è dentro di noi! ;-)

fine battute sceme, promesso! Sorry

avatarsenior
inviato il 09 Maggio 2015 ore 22:20

MrGreenMrGreenMrGreen

user46920
avatar
inviato il 10 Maggio 2015 ore 10:43

Cosa significa quindi che il 105 mm(sigma macro) a 1:1 su nikon d 800 non è più un 105?


La lunghezza focale di qualsiasi lente viene attribuita in maniera convenzionale, misurandola quando mette a fuoco l'infinito. Questo valore viene arrotondato ad un numero intero ed assegnato come valore Nominale (ad es: un 50mm potrebbe avere una lunghezza focale reale anche di 53.4 mm). Cercare di stabilire la distanza focale reale di una lente, quando questa è in una diversa posizione di maf rispetto all'infinito, è solo un'operazione di ottica geometrica utile a poter stabilire la lunghezza dei tubi o dei soffietti adatti alla riproduzione che ci interessa ottenere, ma non influenza il valore Nominale dell'obiettivo.

Per focheggiare un oggetto a distanza finita tra la lente anteriore e l'infinito, gli elementi dell'obiettivo si devono allontanare dal sensore (piano di fuoco) "aumentando" così la distanza focale reale: un 100mm in posizione di RR 1:1 avrà una distanza focale di 200mm.
Come ha spiegato Massimo, alcuni obiettivi utilizzano un sistema leggermente diverso, o più complesso, per raggiungere lo stesso scopo, che è quello di mettere a fuoco un oggetto a distanze inferiori rispetto all'infinito, ma la sostanza non cambia: quando la lente è in RR 1:1, la distanza focale reale o apparente, corrisponde sempre al doppio della focale reale della lente. Se questa diminuisce il valore mentre focheggia (nelle ottiche IF in genere diminuisce per facilitare l'aumento del RR), il doppio del "nuovo" valore è comunque necessario per il RR 1:1.

avatarsenior
inviato il 10 Maggio 2015 ore 22:31

Be' però se definiamo la focale come "misura all'infinito" della distanza tra il punto nodale dell'obiettivo ed il piano di fuoco - ovvero la distanza misurabile quando raggi in entrata tutti paralleli convergono in uscita in un punto - non si può dire che
un 100mm in posizione di RR 1:1 avrà una lunghezza focale di 200mm.

La focale è una: se è 100 mm non è 200 mm. La sua misura non può essere effettuata a RR 1:1, ovvero per MAF diverse da infinito!

Questo è confermato anche dall'equazione fondamentale di un'ottica:

1/u + 1/v = 1/f

da cui si vede chiaramente che la distanza focale resta fissa al variare della distanza di messa a fuoco (tra l'altro è una misura assoluta dell'obiettivo).

In realtà i 200mm dell'esempio di sopra sono 100mm di focale (che è la distanza minima a cui può essere collocato l'obiettivo) + un allontanamento di misura uguale alla focale (altri 100mm), che una volta si chiamava "tiraggio". Poi quando gli obiettivi sono stati destinati alle reflex per cui la distanza tra flangia e piano pellicola era una costante del tipo di baionetta, il nome ha acquisito un significato "tecnico" in questo senso, per determinare se obiettivi nati per un altro sistema fossero adattabili, tramite anello "senza lenti", sul proprio (risultando possibile se il tiraggio dell'ottica è maggiore o uguale a quello del sistema ospitante).

Così facendo il termine si è svincolato dall'equazione:

distanza totale dell'obiettivo dal piano pellicola = distanza focale + tiraggio per MAF (che era 0 per soggetti all'infinito)

in cui tiraggio significava dunque allora "di quanto bisogna ulteriormente allontanare l'obiettivo per ottenere la MAF".

L'obiettivo si montava su una standarta e lo si allontanava per mezzo di soffietti dalla standarta che conteneva la lastra: la distanza "intermedia" della flangia dell'attacco baionetta non esisteva affatto, e dunque non richiedeva un nome. Alcuni allora definivano "tiraggio" addirittura "la distanza totale".

Per evitare la rampogna di Alessandro Pollastrini, uomo moderno nato evidentemente nell'era "reflex", ho precisato questo dettaglio.

Come ti hanno detto tutti gli internal focus di fatto sono "obiettivi a focale variabile" in funzione della distanza di MAF.

Ciò che resta verificato, come ti ha detto Occhiodelcigno, è che a qualsiasi focale reale si trovi l'obiettivo mentre proietta l'immagine 1:1 il punto nodale dell'obiettivo avrà comunque un allontanamento dalla sua posizione dell'infinito uguale a quella focale, cioè una distanza totale uguale a 2f.

Paolo


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