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Ritratti







avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2016 ore 12:32

Apro questa discussione per proporre l'idea che chiunque desideri contribuire indichi dei ritratti fotografici che ritiene in qualche modo particolarmente significativi, notissimi o meno conosciuti, opera dei fotografi che apprezza di più o che lo ispirano. Suggerirei che la stessa persona non possa proporne più di uno al giorno, così da provare a mantenere sempre una certa varietà di punti di vista. Le fotografie possono magari essere collegate, in senso molto lato, con quelle precedenti o non avere alcuna relazione tra loro, accompagnate da informazioni attinenti nonché considerazioni personali, con eventuali interventi dello stesso tipo da parte di altri partecipanti naturalmente benaccetti. L'obiettivo è un po' quello di mettere insieme una carrellata di ritratti molto varia, però sempre di altissimo livello.

Inizio io, con un ritratto inusuale e molto profondo: Pablo Casals fotografato da Yousuf Karsh nel 1954.





“In the Abbey de Cuxa in Prades, I spent several glorious hours with the master of cello. Our rapport was instantaneous - he trusted me to carry his cherished instrument. I was so moved on listening to him play Bach that I could not, for some moments, attend to photography. I have never photographed anyone, before or since, with his back turned to the camera, but it seemed to me just right. For me, the bare room conveys the loneliness of the artist, at the pinnacle of his art, and also the loneliness of exile.

Years later, when this portrait was on exhibit at the Museum of Fine Arts, Boston, I was told that an elderly gentleman would come and stand in front of it for many minutes each day. When the curator, by this time full curiosity, ventured to inquire gingerly, 'Sir, why do you stand day after day in front of this portrait?' he was met with a withering glance and the admonition 'Hush, young man, hush - can't you see, I am listening to the music!'”

“Nell'Abbazia di San Michele di Cuxa a Prades trascorsi ore splendide con il maestro del violoncello. L'intesa fu istantanea - si fidò di me per trasportare il suo amato strumento. Fui così toccato nell'ascoltarlo suonare Bach che, per qualche istante, non potei occuparmi di fotografare. Mai, prima di allora o dopo, ho ripreso qualcuno con la schiena rivolta alla macchina, ma in quel caso mi parve semplicemente giusto così. Per me, la stanza spoglia esprime la solitudine dell'artista, al culmine della sua arte, e anche la solitudine dell'esilio.

Anni dopo, quando questo ritratto era in esposizione al Museum of Fine Arts di Boston, mi raccontarono che un anziano signore era solito arrivare tutti i giorni e stare di fronte ad esso per parecchi minuti. Quando il curatore della mostra, a quel punto assai incuriosito, con circospezione osò chiedergli: 'Signore, come mai giorno dopo giorno sta sempre di fronte a questo ritratto?' fu fulminato da un'occhiataccia e dall'esortazione: 'Silenzio, giovanotto, silenzio - non vedi che sto ascoltando la musica?'”


( www.karsh.org/ )

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2016 ore 21:15




questa è Grieve di Antonella Renzulli ed è un ritratto di altissimo livello.
qualche considerazione:
la modella è ripresa da vicino, questo rende presente il soggetto all'osservatore. Nonostante questo non può essere definito un ritratto carnale, sia perchè il soggetto è sufficientemente etereo di suo, sia perchè la pp ha portato elementi pittorici di confusione tali da renderlo completamente non aggressivo.
occhi, naso e labbra sono al centro dell'attenzione, in una composizione in cui nulla sembra lasciato al caso, comprese le nuvole di capelli monolato.
il taglio contrasta con la leggerezza del soggetto, essendo un taglio decisamente crudele, amputando la testa nella sua sommità ma questo, in modo drammatico e come contrasto porta alla morbidezza dell'immagine.
il poco seno è ulteriormente nascosto dalla posa con le braccia in avanti quasi in un gesto naturale di timidezza.
la nudità è fragile, con la presenza di un nevo leggero e della vena giugulare che rendono ancora più tenue l'immagine. nonostante questo il nudo riesce ad essere sensuale ed attraente.
la luce, con orientamento prevalente dall'alto a destra è estremamente azzeccato considerando la posa. i punti di luce sono morbidi anch'essi e restituiscono un'armonia all'immagine coerente con il dosaggio dei contrasti.
un vero capolavoro, che resta tale anche se a farlo è una utente di Juza.
www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1791275

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2016 ore 22:08

Grazie del contributo, Ooo. Sottolineo che su notorietà, provenienza o epoca della fotografia non c'è alcun vincolo!

user86191
avatar
inviato il 30 Maggio 2016 ore 22:30

Ooo
un vero capolavoro, che resta tale anche se a farlo è una utente di Juza.
MrGreenMrGreen

Decisamente molto espressivo e di classe, però questi tagli creativi non mi piacciono, il viso in un ritratto e sacro e va mantenuta la sua integrità, se taglio deve esserci perte dai capelli, detto questo solo lodi ad Antonella Renzulli, i suoi ritratti sono di notevole spessore.

Altro ritratto della Renzulli sottovalutato e che io trovo affascinante nel suo stile retro
www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1812272

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 12:49

Igor Stravinsky fotografato da Arnold Newman





Molti ritengono che il ritratto sia la foto da passaporto come taglio, in questo ritratto per me molto significativo il soggetto è relegato in un angolo e occupa una porzione piccolla del frame.
Eppure funziona benissimo, anzi meglio che il tipico banale scatto perchè non c'è solo un volto, ma rende chiaro a tutti cosa fa la persona ritratta e lo fa in modo elegante

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 13:11

Quello di Stravinsky è uno dei ritratti più straordinari di sempre! Probabilmente di Newman ne vedremo anche altri...

Intanto, un altro ritratto, di grande potenza, che come il primo che ho proposto mostra il soggetto di spalle, ma con un intento comunicativo molto diverso.

Albert Watson, Mike Tyson , Catskills, New York, 1986





“Style is quite important, because with style comes a certain amount of recognisability, so people recognise your style. But when you look at my pictures there's a very easy way to look at the pictures, because I was trained as a graphic designer, so therefore in my work you see 'graphics'. I was trained at film school as a director, so therefore you see 'direction' and you see 'film'. And the third is quite simply a combination of the first two: 'graphics' and 'film' together. So when you look at them, you can almost divide all of the pictures that I've taken into one of those three categories.”

“Lo stile è piuttosto importante, perché lo stile porta una certa riconoscibilità e in tal modo la gente riconosce il tuo stile. Ma quando si guardano le mie fotografie c'è una maniera molto semplice per osservarle, perché ho studiato come grafico, e perciò nel mio lavoro si vede la 'grafica'. Ho studiato alla scuola di cinema come regista, e perciò si vede la 'regia' e si vede il 'film'. E il terzo è semplicemente una combinazione dei primi due: 'grafica' e 'film' insieme. Quindi, osservandole, si possono praticamente dividere tutte le immagini che ho scattato in una di quelle tre categorie.”

(Albert Watson intervistato da Audrey Tritto, Venezia, giugno 2015. youtu.be/oQl8oLKFtbE )

www.albertwatson.net/

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 13:15

Adult Females Attack Without Provocation , Bob Carlos Clarke:





"Photographer Bob Carlos Clarke, who is best known for his black and white images of women in latex and in unequivocal poses, drew heavily on fetishism. The Irish born photographer liked rubber and vinyl because of "the way it contained a body, concealing imperfections and defining contours beneath a gleaming synthetic skin"" (da www.nydailynews.com/life-style/girls-girls-girls-part-2-exhibit-iconic ).

Troppo poco conosciuto, il fotografo irlandese B.C.C. ha avuto una vita tormentata, finita tragicamente sui binari di un treno all'età di 55 anni; non sopportava l'avvento della fotografia digitale e lavorava quasi esclusivamente in bianco e nero, era un virtuoso della camera oscura. Per me, nonostante qualche dubbio sulla scelta dei soggetti ritratti per via di mie convinzioni personali, vale Helmut Newton e Robert Mapplethorpe, altri due grandissimi fotografi. Consigliabilissima la sua biografia "Exposure - The Unusual Life and Violent Death of Bob Carlos Clarke" di S. Garfield.

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2016 ore 12:28

Tutt'altro genere di ritratto…

Il Ministro della Propaganda di Hitler, Joseph Goebbels, guarda torvo il fotografo Alfred Eisenstaedt nel giardino del Carlton Hotel durante una conferenza della Società delle Nazioni, Ginevra, settembre 1933.

( time.com/3880669/goebbels-in-geneva-1933-behind-a-classic-alfred-eisen )





“In 1933 I was sent to Geneva to photograph the 15th session of the League of Nations and there appeared Dr. Joseph Goebbels, the Minister for Enlightening [Enlightenment] and Propaganda of Adolf Hitler. And you see him in this picture [ timedotcom.files.wordpress.com/2013/04/08_00164115.jpg ] ? It has never been published, you see it for the first time. He smiles, but not at me. Look at his eyes, very important: he looks at somebody else, whom he likes very much. Now, he sees me: probably an enemy, I don't know what he thinks. This is it, 'From Goebbels with love'. These are the eyes of hate. Then, two months later, on the 6th of August [August 2, 1934] , the President Paul von Hindenburg died, and Hitler became Führer of the Reich.”

Nel 1933 fui inviato a Ginevra per fotografare la 15esima sessione della Società delle Nazioni e là comparve Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda di Adolf Hitler. Lo vedi in questa fotografia [ timedotcom.files.wordpress.com/2013/04/08_00164115.jpg ] ? Non è mai stata pubblicata, la vedi per la prima volta. Sta sorridendo, ma non a me. Osserva i suoi occhi, è molto importante: sta guardando qualcun altro, per il quale ha molta simpatia. Ora vede me: probabilmente un nemico, non so cosa stia pensando. Questo è quanto, 'Da Goebbels con amore'. Questi sono gli occhi dell'odio. Poi, due mesi dopo, il 6 agosto [2 agosto 1934] , il presidente Paul von Hindenburg morì e Hitler divenne Führer del Reich.”

( BBC Master Photographers: Alfred Eisenstaedt , 1983. youtu.be/xdfOo4yh6c0 )

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2016 ore 12:40

Onestamente preferisco Vivian Maier, ma ce ne sono cosi tanti nel suo modo di vedere le persone che mi rende difficile trovarne una preferita. Detto questo attualmente sono orientato su fotografi contemporanei italiani, e sopratutto matrimonialisti. Il mio preferito è Flavio Bandiera, che per motivi di privacy non copio le sue foto per postarle in questo sito, ma vi rimando al link del suo sito
www.flaviobandiera.com/it/portfolios/new-york-2/

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2016 ore 14:22

Metto una foto di un autore che mi ha molto colpito e ha segnato in modo importante la storia della fotografia Edward Steichen:




avatarjunior
inviato il 01 Giugno 2016 ore 17:18

David Seymour





Polonia 1948. Tereska, cresciuta in un campo di concentramento e accolta in un centro per bambini problematici, su richiesta disegna "casa sua".

Più che una foto, un trattato di psichiatria infantile. Mi è venuta in mente guardando la foto a Goebbels.

avatarsupporter
inviato il 01 Giugno 2016 ore 19:09

Metto una foto di un autore che mi ha molto colpito e ha segnato in modo importante la storia della fotografia Edward Steichen


Qui c'è un altro memorabile ritratto di Steichen:




Greta Garbo
1929

E qui si parla dei suoi ritratti:

artblart.com/tag/edward-steichen-marlene-dietrich/

A questa attività, e anche a foto di moda e pubblicitarie che allora erano ritenute poco onorevoli per un Grande Fotografo, si dedicò per necessità economiche a partire dagli anni '20. Però questo causò un'incrinatura nella sua amicizia e nel suo pluridecennale sodalizio con Alfred Stieglitz.
Se ne parla in questo bellissimo documentario della BBC, a partire da 31:43:

www.dailymotion.com/video/x1t4gp2_storia-della-fotografia-episodio-6-i

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2016 ore 21:48

Dato che, anche se a volte magari un po' frivole, trovo sempre interessanti o curiose le storie dietro alle fotografie, segnalo che del ritratto della Garbo parla brevemente lo stesso Steichen in un filmato presente nel documentario "The adventure of photography" del 1998, qui a partire da 6:20: youtu.be/6y1qlkHU7_Y . Ahimé, tra come parla, la scarsa qualità della registrazione e pure la musica di sottofondo, ci sono alcune parole che non riesco proprio a capire e quindi non sarei in grado di farne una trascrizione presentabile: se per caso c'è qualcuno che ne è capace e ha voglia di perderci un paio di minuti, lo ringrazio sin d'ora!

avatarsenior
inviato il 03 Giugno 2016 ore 11:05

Non posso fare a meno di proporre in questa rassegna il ritratto che ho anche come avatar…

Robert Mapplethorpe, Debbie Harry , 1978





“I sat for him a couple of times, which was pretty scary for me the first time. Smiling wasn't his thing, you know. The way that he saw people was… like he was seeing into them or something, or through them.”

“Posai per lui un paio di volte, il che fu per me abbastanza spaventoso la prima volta. Sai, sorridere non faceva parte di lui. Il modo in cui vedeva le persone era… come se vedesse dentro di loro o qualcosa del genere, o attraverso di loro.”

(Debbie Harry in Robert Mapplethorpe: Look at the pictures , HBO Documentary Films, 2016)

www.mapplethorpe.org/

avatarsenior
inviato il 03 Giugno 2016 ore 12:07

Uno dei ritratti che mi ha sempre profondamente affascinato è quello fatto da Paolo Roversi a Natalia Vodianova




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