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Chiacchierata intorno alla proiezione di diapositive


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avatarsenior
inviato il 10 Maggio 2017 ore 22:32

Ciao a tutti!
Propongo un argomento nato a partire da un altro thread, e suggerito dal mio amico PaoloMcmlx.
Chi vuol raccontare la propria esperienza di proiezione di diapositive?
Chi usa ancora questa modalità per degustare i propri scatti? Che proiettori usate?
Beh... Paolo, puoi aprire le danze!

avatarsenior
inviato il 11 Maggio 2017 ore 10:19

Ciao! Rieccomi Sorriso

Attualmente proietto poco per questioni logistiche e di spazio Triste

Comunque proietto (proiettavo?) diapositive 6X6 con proiettore prima Rollei P11 con obiettivo Rollei Heidosmat 150 f2.8 (il proiettore è doppio formato, proietta 6x6 e anche 35mm); poi ho comprato in Rolleivision 66 con obiettivo Schneider AV Xenotar 150 f 2.8 HFT (la differenza con l'Heidosmat c'è e si vede).
Purtroppo non ho mai sperimentato le dissolvenze incrociate.

Una volta, molti anni fa, ho proiettato sulla parete senza finestre del palazzo di fronte, peccato che era di colore giallino Triste e pure un po' disallineato (quindi l'immagine non era perfettamente quadrata) ma vi assicuro che è stato uno spettacolo comunque! MrGreen

Sarei molto curioso di provare la proiezione 3D (già faccio diapositive stereoscopiche però vedo con gli appositi visori) ma credo ci voglia un particolare schermo di proiezione.
Per il resto il principio è abbastanza semplice: si pone su ciascun obiettivo di proiezione un filtro polarizzatore, orientati a 90 gradi l'uno rispetto all'altro, si proiettano le immagini (non sono sicuro se sovrapposte o affiancate) e si osservano con occhialini polarizzati (quelli che danno al cinema), ogni lente di occhiale è orientata in maniera da escludere una delle immagini proiettate (la doppia polarizzazione a determinati angoli non fa passare luce) e così il cervello ricompone una immagine unica 3D. SPIEGATO MALISSIMO Triste ma insomma più o meno il principio è questo. Qualcuno ci ha provato?

user118485
avatar
inviato il 11 Maggio 2017 ore 11:18

Mamma mia, mi sembra di essere un bambino in una pasticceria austriaca! Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 11 Maggio 2017 ore 16:17

Ciao Domenico,
innanzitutto scusami per il ritardo, purtroppo ho visto solo ora che mi hai preso alla lettera e hai aperto davvero questo thread ... e a questo punto vorrei approfittarne per parlare un attimo della dissolvenza incrociata anche, e soprattutto, per rispondere alla curiosità di chi, come è il caso di Diego, non ha mai sperimentato questa tecnica meravigliosamente creativa.

Per prima cosa bisogna premettere che la tecnica della dissolvenza incrociata nasce da una esigenza pratica, cioè l'eliminazione della fastidiosa pausa buia fra una diapositiva e l'altra.
In linea di principio questa potrebbe sembrare una esigenza superflua, in realtà è una esigenza reale perchè questa pausa buia può durare un tempo anche piuttosto lungo essendo compreso generalmente fra 1,2 e 1,5 secondi, dipende essenzialmente dalla qualità del proiettore e dall'efficienza del suo sistema di trascinamento.
Esistono ovviamente alcune lodevoli eccezioni, per esempio i grossi proiettori professionali Leica a caricatore lineare, per intenderci i vari P 2000/2002/2005, impiegano un tempo ridotto a solo un secondo mentre invece i Kodak Ektapro riducono questa pausa a soli 0,88 secondi ... un valore, ti assicuro, davvero notevolmente breve.
Il problema nasce dal fatto che se, per esempio, si proietta una diapositiva alquanto scura, e quindi caratterizzata da ampie zone in ombra, la pupilla tende a dilatarsi per favorire la visione, se poi la pausa cambio dia dura 1,5 secondi è facile immaginare come l'occhio si abitui all'oscurità e quindi ti è facile immaginare la fastidiosissima sensazione di abbagliamento che inevitabilmente si prova nel momento in cui la diapositiva successiva dovesse essere, al contrario, molto luminosa, allo stesso modo in cui all'opposto si proverà una sensazione di momentanea cecità allorquando si dovesse fare il passaggio inverso, cioè da una dia estremamente luminosa a una molto scura.
La dissolvenza a questo punto viene in soccorso perchè consente di fondere fra loro, per il tempo predisposto alla dissolvenza stessa, le due immagini e quindi gli occhi avranno la possibilità di abituarsi gradatamente al cambio di luminosità e quindi la qualità della visione stessa, e con essa la fruibilità generale della singola fotografia, ne risulterà notevolmente migliorata.

La condizione essenziale per poter ottenere una dissolvenza incrociata è la disponibilità di due proiettori, in linea di principio esiste anche la possibilità di ottenere il tutto per il tramite di un unico proiettore, si tratta dei vari modelli Rollei TWIN che adottano due camere di proiezione, con due distinti obiettivi, il tutto inserito in un uico proiettore dotato anche di un unico caricatore, ma il problema è che si tratta di un sistema estremamente complesso, quindi anche molto fragile e delicato e, come si può facilmente immaginare, non molto affidabile.
Di gran lunga meglio quindi affidarsi a due proiettori distinti e separati i quali però dovranno essere collegati fra loro da una centralina elettronica (specificamente dedicata allo scopo) che renderà possibile il tutto oppure, meglio ancora, basta disporre di una coppia di proiettori dei quali uno, il cosidetto "master", incorpora una centralina di dissolvenza con la quale comanderà (per il tramite di uno specifico cavo di collegamento) il secondo proiettore, denominato "slave", e che quindi renderà superflua la presenza della centralina esterna semplificando notevolmente la realizzazione del tutto.

Chiaramente si può adoperare un sottofondo musicale, che andrebbe sincronizzato con la proiezione stessa, ma a questo punto si renderebbe necessario anche un computer che consenta, appunto, di sincronizzare il tutto ... a conti fatti non ne vale la pena e basta sostanzialmente avere un impianto stereo, nemmeno tanto sofisticato, che consentirà di fruire di un sottofondo musicale che anche se non specificamente adattato servirà comunque allo scopo.
Io però generalmente preferisco fare a meno del sottofondo musicale, perchè potrebbe distrarre l'attenzione dalla proiezione stessa, infatti spesso il sottofondo altro non è che un escamotage con il quale catturare l'attenzione del pubblico distraendola dalla visione, e consentendo quindi di "nascondere" delle eventuali pecche presenti nelle singole immagini.
Io personalmente preferisco cercare di "catturare" l'attenzione degli osservatori per il tramite di ogni singola immagine proiettata, che infatti faccio durare in proiezione per almeno una ventina di secondi ognuna, appunto per consentire a tutti di osservarle al meglio e quindi anche di giudicarle non solo per quello che singolarmente valgono, ma soprattutto per il come si fonderanno l'una con l'altra durante ogni dissolvenza.

Per il resto c'è poco da aggiungere, io non proietto mai fotografie di un unico argomento, come generalmente si usa fare, ma cerco piuttosto di fondere insieme soggetti anche molto diversi fra loro usando, come "trait d'union", elementi diversi che però avranno in comune per esempio due inquadrature complementari, oppure due illuminazioni opposte ma che si richiamino fra loro durante il passaggio in dissolvenza, o anche due composizioni simili ma di soggetti diversi, o posso adoperare delle contiguità cromatiche oppure di chiaro/scuri che si alternano fra loro, insomma cerco di tenere alta l'attenzione sia con la qualità delle singole immagini sia, soprattutto, sul come riescono a fondersi fra loro immagini a volte anche molto diverse all'unico fine di ottenere, nei limiti delle mie modeste capacità chiaramente, un risultato che possa comunque soddisfare gli astanti.

Per quella che invece è la parte più squisitamente tecnica, e come ho già detto nel thread dal quale tutto è partito, dispongo di quattro proiettori Kodak Ektapro, due 9020, un 9010, un 5020, e all'occorrenza posso sempre adoperare anche un quinto proiettore, l'Ektapro 5000 di mio fratello.
Dal punto di vista delle ottiche invece ho due Leica SuperColorplan 90/2.5; tre Leica Elmarit PRO 150/2.8; due Leica Elmarit PRO 120/2.8; un Kodak 100-200/3.5; due Kodak Ektapro Select 87-200/3.5; tre Doctarlux 70/2.4 e infine ho anche due Doctarlux 105/2.4 ... e ovviamente dispongo anche di tre cavi per dissolvenze e di sei (... o forse sette? ... boh ... non ricordo bene) telecomandi IR e relative unità di ricezione.

E questo è tutto amico mio, per il resto nient'altro ... a parte un minimo di fantasia ovviamente.

Ciao, Paolo.

P.S. - rivista e ovviamente corretta questa è una risposta che io stesso diedi, diversi anni addietro, e su un altro forum, a un amico che allora me ne aveva fatta espressa richiesta.

avatarjunior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 19:46

Innanzitutto ringrazio chi ha aperto il thread perchè l'argomento è assai interessante, ma rare sono le discussioni in proposito e mi congratulo con l'utente PaoloMcmlx per la sua preparazione.
Peccato siano poche le testimonianze di chi proietta, ancor più rare quelle di chi usa la dissolvenza.
Purtroppo non ho molta esperienza anche se mi sono documentato ma se mi date l'ok avrei da porre molte domande a cui non ho trovato risposta su altri lidi anche stranieri.
Io vorrei fare un salto di qualità ma ci sono alcuni punti in cui ho avuto opinioni discordanti.
Ad esempio il problema del popping secondo me è molto rilevante in quanto può vanificare lo sforzo fatto in precedenza per preparare il materiale e la strumentazione rendendo uno spettacolo un evento snervante con i problemi di disuniformità, indecisione nel fuoco , problemi di AF ecc...
Qualcuno potrebbe affrontare questa tematica spiegando il fenomeno , come evitarlo , precauzioni varie e se possibile se esistono proiettori che sono totalmente esenti dato che tale inconveniente è inaccettabile in una presentazione al pubblico.
Per ora mi fermo qui , ma se non lo ritenete OT pongo altri quesiti.

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 20:11

Io utilizzo telaietto dotati di vetrini, di cui uno con trattamenti antinewton, essendo il firmato 6x6 bello grosso è più soggetti al problema dell'incurvamento della pellicola e i telaietto con vetro lo evitano completamente. Esistono anche per i firmati più piccoli (35mm e 4x4, i cosiddetti "superslide") oltre che ovviamente per il 6x7.

avatarjunior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:06

Grazie mille Diebu. Come si comporta l'AF con i vetrini? Essi comportano riduzione di luminosità e/o variazione dei colori oppure no? Sono adatti a tutti i caricatori? Scusa delle domande ma per le proiezioni casalinghe non li ho mai usati; nelle proiezioni pubbliche offrono quindi una garanzia.

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:28

Come si comporta l'AF con i vetrini? Essi comportano riduzione di luminosità e/o variazione dei colori oppure no? Sono adatti a tutti i caricatori?


Scusa Diebu se mi intrometto, ma nella mia piccola esperienza (solo 6x6), non influenzano la messa a fuoco. PEr le caratteristiche dei vetrini, nonché lo spessore, non comportano aberrazioni. Un po' come i vetrini coprioggetto da microscopio

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:37

Ma prima di proseguire vorrei ringraziare :

@PaoloMCMLX per il suo intervento e soprattutto per aver ideato questo topic

@Diebu, onnipresente. Dove si parla di pellicola, non può mai mancare! ;-)

@Mar-cello e la sua pasticceria austriaca! MrGreen

@Super Flash, che mi ha dato meriti che in realtà non sono miei (l'autore in effetti è Paolo, io sono solo il braccio armato!) ed a cui do il benvenuto

E spero che altri ancora si aggiungano a condividere le loro esperienze!

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:40

Quello del popping è un bel problema che per certi versi è anche inevitabile .... o quasi!

Come ha già suggerito Diego esistono dei telaietti dotati di vetri che risolvono il problema nella maniera più semplice possibile: ossia stringendo la diapositiva fra i due vetrini di cui questi telaietti sono dotati.
Questi telaietti sono essenzialmente di due tipi, quelli più semplici dotati di vetri senza trattamento Antinewton e quelli con trattamento AN ... A nti anelli di N ewton appunto.
La differenza fra i due è che nei primi i vetri sono lisci e quindi anche assolutamente trasparenti, nei secondi invece i vetrini stessi sono leggermente satinati: la conseguenza è che nei primi il calore elevato fa aderire la diapositiva ai vetri e questo contatto provoca l'insorgere, appunto, dei famigerati anelli di Newton che degradano la qualità dell'immagine e alla lunga rischiano di far aderire permanentemente la diapositiva ai vetrini, con esiti catastrofici per l'integrità della diapositiva ivi contenuta; i telaietti AN invece avendo la superficie dei vetrini satinata evitano che la diapositiva possa attaccarsi ai vetri, ma questa virtù non è comunque né gratis né, tantomeno, indolore perché a causa della satinatura la qualità dell'immagine subisce comunque un certo degrado qualitativo ... in pratica si perde una quantità non irrilevante di nitidezza.
Difetto comune a entrambi i tipi di vetrini invece è la grande quantità di umidità che si forma all'interno dei vetri e che alla lunga è anche abbastanza nociva per l'integrità della diapositiva posta al loro interno ... questo senza contare che alla lunga all'interno dei telaietti comunque si intrufola qualche elemento estraneo: pelucchi, granellini di polvere, residui lasciati dal vapore acqueo ecc. ecc. che ogni tanto si è costretti a eliminare ... insomma sono telaietti che abbisognano di una manutenzione accurata e continua.

In conseguenza di tutto questo io, personalmente, preferisco di gran lunga proiettare lasciando le mie diapositive nei telaietti con i quali le stesse mi vengono restituite e questo semplicemente perché a conti fatti, viste le rotture di scatole insite nella proiezione con i vetrini appunto, reputo che alla fine il popping faccia certamente meno danni di quanti non ne procurino i vetrini, AntiNewton o meno che siano ... senza considerare che per uno come me, che sono sempre teso alla ricerca della massima qualità nelle immagini che proietto, la prospettiva di perderne una certa quantità (peraltro anche tutt'altro che irrilevante) a causa della satinatura dei vetrini è una prospettiva che, e lo dico in tutta sincerità, non mi aggrada affatto.

A questo punto però c'è una nota positiva legata alla qualità dei sistemi di effreddamento di cui i nostri proiettori sono dotati.
In altre parole più è efficiente il sistema di ventilazione del nostro proiettore meno calore si accumula sulle nostre diapositive, e dal momento che meno calore si accumula meno evidente è l'incurvatura delle diapositive stesse, il famigerato popping appunto, appare evidente come l'acquisto di proiettori di qualità finisce per essere sempre positivo, positivo al punto che io, con i miei proiettori Kodak Ektapro, che tra le tante qualità vantano pure quella di essere dotati delle ventole di reffreddameto più efficienti in assoluto, efficienza che io ho provveduto a esaltare al massimo dotandoli, tutti , anche di filtro anticalore, il popping non so più cosa sia ... insomma le mie diapositive, di fatto, in fase di proiezione non subiscono alcuna deformazione!

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:42

Figurati Domenico, e di che ti devi scusare? Comunque confermo quanto detto da Domenico, nessun problema con l'autofocus né dominanti di colore né riduzione di luminosità, lo spessore complessivo non cambia, i due vetrini sino sottili.
Mi sento di aggiungere una raccomandazione se le diapositive le si lascia perennemente montate nei suddetti telaietto: sebbene questi siano concepiti in teoria per far circolare l'aria (mi riferisco a quelli della GEPE, che sono i più diffusi da noi) a mio avviso una volta terminato l'uso in proiezione è meglio riporli con le due metà non completamente chiuse in modo da migliorare la circolazione d'aria e non lasciare in contatto la pellicola con i vetrini. Così facendo di coglie l'obiettivo di assicurare protezione e facilità bel maneggiarli ma allo stesso tempo assicurate una maggiore circolazione di aria intorno alla pellicola senza tuttavia far entrare polvere.

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:46

Ho sempre avuto come fruizione principale la proiezione di diapositive. Al momento proietto quasi esclusivamente medio formato. Ho un vecchio Rollei AV 66 pagato, usato, un milioncino negli anni '90, che ormai uso poco, da quando ho due meravigliosi Rolleivision 66-Dual P. Con questi ultimi è possibile effettuare diaproiezioni 6x6 in dissolvenza senza alcuna centralina, in quanto effettuano una breve dissolvenza tra una diapositiva e l'altra. Avendone due, è possibile proiettare contemporaneamente su un proiettore una immagine, mentre sull'altro non ve n'è alcuna. In pratica carico i caricatori lasciando uno spazio vuoto tra una dia e l'altra e li faccio andare avanti insieme. L'effetto finale è una perfetta dissolvenza manuale, effettuabile però anche con un solo telecomando wireless. Un piacere per la vista.
Proietto sia vecchie dia degli anni 80-90, che nuove immagini che realizzo prevalentemente d'estate e che digitalizzo da poco tempo con risultati per me molto soddisfacenti.
Utilizzo prevalentemente Rolleiflex www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1896228, con ottiche da 50 a 350
ma non disdegno Zenza Bronica www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1862431 con ottiche da 40 a 500
e Pentax www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=2735856, dal 35 al 600.

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:50

Vorrei aggiungere una precisazione riguardo a quanto detto da Paolo: il vetrino antinewton è solo uno dei due, ed è quello verso la lampada, non quello verso l'obiettivo, a questo punto solo la luce della lampada e condensatori ha attraversato la pellicola (e il vetrino trattato antinewton), perché l'immagine (che ancora non ha attraversato l'obiettivo) dovrebbe essere degradata? Che io sappia non ne risente, ma potrei sbagliare, Paolo, puoi spiegare la ragione?

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 21:59

Per ora mi fermo qui , ma se non lo ritenete OT pongo altri quesiti.


Certo che puoi porre altri quesiti Super Flash ... altrimenti i forum a cosa servono?
E poi quando si parla di fotografia chimica io vado in brodo di giuggiole ... Sorry

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2017 ore 22:09

E poi quando si parla di fotografia chimica io vado in brodo di giuggiole ...


Mi sa che non sei il solo qui.... ;-)

OT: domenica ci sarà una maratona fotografica nella mia città. Ho chiesto di poter partecipare con foto a pellicola. Mi sono sembrati un po' perplessi, soprattutto perché le foto bisogna consegnarle il giorno dopo. La persona che mi ha risposto peraltro sosteneva che la difficoltà principale consistesse nell'impossibilità di trovare un laboratorio che sviluppasse nel fine settimana... Eeeek!!!
Alla fine mi hanno accettato anche con foto a pellicola! MrGreen

04 Giugno 2020

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