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Musica liquida consigli II parte


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avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 9:31

Per chi fosse troppo giovane e non sa chi fosse Renato Giussani, ricordo che è stato un importante ingegnere progettista: Audiolab Delta 3, ESB tra cui la famosa serie 7, tanto per citare i diffusori più noti, insomma era uno che, oltre ad avere le cognizioni tecniche (ingegnere) ha lavorato tutta la vita con altoparlanti e amplificatori.


Purtroppo non sono troppo giovane, quando lo ero ho posseduto per anni una coppia di 7/08 per le quali ho chiesto direttamente a Giussani consigli sull'amplificazione.

Ricordo che tutte le variazioni sonore di un impianto, incluse quelle eventualmente causate dai cavi, sono misurabili strumentalmente,

questo è vero solo in parte.
Tutti i costruttori di apparecchi per l'alta fedeltà lasciano come ultimo step l'ascolto, che è l'ultimo giudizio.
Molti apparecchi con misure simili se non quasi sovrapponibili, all'ascolto suonano molto diversi.

Non ritorniamo alla diatriba di qualche decennio fa tra misuroni ed ascoltoni!!!!
E'essenziale un buon progetto a monte supportato da precise analisi e misure di laboratorio e di un serio e critico ascolto del risultato finale.
Scopo di questi oggetti è l'ascolto della musica, a questo devono alla fine rispondere come giudizio definitivo.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 10:08

La riproduzione della musica è un fenomeno che rientra nelle leggi della fisica, in particolare dell'acustica, e si può esattamente misurare a patto di sapere come, e di avere la voglia di farlo.
La diatriba tra misuroni e ascoltoni non c'entra nulla, le risposte in frequenza sono valide se misurate correttamente nelle condizioni di utilizzo.
Faccio un esempio, i diffusori in genere vengono misurati (risposta e distorsione) ad 1 m a 1 watt.
Se provi a ripetere le misurazioni, aumentando la potenza, scopri che in molti casi le curve di risposta non sono parallele (specie e il diffusore non riesce a riprodurre i bassi) e anche la curva della distorsione si impenna.
Sfatiamo questo mito del "non si verde alle misure ma io lo sento", che porta ad accettare qualsiasi assurdità, inclusi i cavi da migliaia di €.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 10:17

Sfatiamo questo mito del "non si verde alle misure ma io lo sento"


le risposte in frequenza sono valide se misurate correttamente nelle condizioni di utilizzo.


Ma per fare queste misure nel modo più corretto possibile dove è più corretto farle? in ambiente con microfono/i o attaccando direttamente lo strumento all'uscita dell'amplificatore?

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 10:54

Conviene fare entrambe le misurazioni, sia in ambiente con microfono/i , sia attaccando direttamente lo strumento all'uscita dell'amplificatore. In tal modo si hanno pure i risultati parziali e completi / ambientali.
Concordo su tutto quanto scritto da Fileo e Bergat.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 11:38

Sfatiamo questo mito del "non si verde alle misure ma io lo sento", che porta ad accettare qualsiasi assurdità, inclusi i cavi da migliaia di €.


Sul fatto che cavi da mille mila euro siano una assurdità sono d'accordo.

Non concordo del tutto sul fatto che le misure di laboratorio dicono tutto, infatti la prova finale è sempre l'ascolto.


avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 12:00

Le misure, se complete e fatte bene, possono dire molto sui limiti degli apparecchi, poi certo c'è la faccenda dell'ambiente che può fare anche parecchi danni, ma il giudizio finale dell'ascolto è molto insidioso.
Poi bisogna capire cosa si ricerca nell'ascolto di un impianto HiFi.
Da quello che vedo ultimamente, molta gente cerca piccole sfumature sonore in incisioni audiofile, dimenticando che molti strumenti, quando suonano veramente, sanno essere anche un po' "ignoranti".
Penso per esempio a certe discussioni sui "preziosi" tweeter a cupola di certi diffusori piccoli e leccati.
In passato, da alcuni appassionati, sono stato appellato come giostraio, magari pensavano di non farmi un complimento, ma certe giostre nuo suonavano male Cool

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 12:16

Poi bisogna capire cosa si ricerca nell'ascolto di un impianto HiFi.


Forse il punto principale è proprio questo e siccome è anche il più personale e il meno obiettivo a volte porta a conclusioni tra loro lontanissime.
Ho conosciuto audiofili che disquisivano sul suono più o meno realistico di un pianoforte.....senza mai essere stati ad un concerto!

Riguardo alle dimensioni ben vengano, purché non a discapito della qualità.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 12:31

Certo le misure di laboratorio non dicono tutto, ma se alcune sono insufficienti, non succede poi il miracolo.... e poi... bisogna saperle interpretare.

Faccio alcuni esempi:

analizzo un amplificatore e dalle misure risulta un ottimo amplificatore da 70 + 70 watt RMS a 8 ohm e a 4 Ohm risulta dalle misure erogare 130Watt per canale. Farei un errore nell'acquistarlo per pilotare una coppia di diffusori la cui potenza consigliata è 20-200 watt. casomai devo acquistare un ampli che abbia una potenza minima di 200 watt a 8 ohm, anche perchè se l'impedenza del diffusore non è una linea retta, al variare della frequenza, è bene che io possa disporre di una potenza maggiore, proprio per compensare variazioni di impedenza.

Dalle misure noto che l'ampli in esame è poco controreazionato: bene, ma diamo un'occhiata anche allo slewrate, perchè se il tempo di salita è troppo lungo, i transitori saranno deficitari.

Opto per un valvolare: bene ma analizziamo la curva di carico limite e notiamo se si piega a ginocchio, perchè la curva di carico limite piegata denota evidenti segni di insufficiente alimentazione o saturazione dei trasformatori d'uscita. Inoltre quanto risulta i fattore di smorzamento? è un valore superiore a 40 o no?se il dumping factor è troppo basso, invece delle note scandite in basso si avranno dei mugugni.

Un ampli in classe D, così precisino e perfetto, con cosa lo accoppio? ho testato l'accoppiamento? perchè dalle prove si vede bene che la curva di risposta in frequenza nella parte alta, ha sviluppi diversi a seconda dell'impedenza di carico.

esempio diffusori: dalle prove quel bel diffusore cosi perfetto esteticamente, come un'opera d'arte dichiara una risposta in frequenza 30-20.000 Hz a più o meno 1dB. Non bisogna credere che nella normale riproduzione ci siano i 30 Hz con un'attenuazione di solo un dB, ma è più probabile che essendoci dei wooferetti da 13 cm, i 30 Hz sono a -30dB cioè inudibili, come anche i 40 i 50 e i 70 Hz, coperti dai 1000 Hz posti molti decibel sopra.
Ha barato il costruttore? no ha solamente dichiarato la risposta in frequenza del diffusore, in una situazione irreale. Cosa quindi osservare anche dai test? La MOL ovvero la risposta in frequenza al livello massimo d'uscita; perchè in quel grafico si può vedere se quel diffusore riprodurrà le frequenze basse o no. Poi chiaramente per la timbrica bisognerà ascoltare quel diffusore in condizioni ottimali, ma intanto potremo scartare una pletora di diffusori che nella dichiarazione del costruttore sono eccezionali.

Esempio sorgenti.

prendo un lettore cd o multiformato. bellissimo solido, costoso, ma ha un impedenza di uscita di 1000 ohm. Sicuramente avrò problemi di accoppiamento e mi dannerò con cambi di cavi correttori ambientali, invece di un semplice cavo neutro, perchè è evidente che le sorgenti abbiano preferibilmente un'impedenza d'uscita inferiore ai 60 ohm

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 12:33

Ho volutamente scritto ascolto di impianto HiFi e non ascolto di musica Cool
Un'amica insegnante di musica ha in casa un piano ad un quarto di coda, e lei lo definisce una "macchina da guerra".
Molti strumenti musicali non sono riprodotti in maniera realistica dalla gran parte degli impianti, passi quando si tratta di oggetti economici, ma non quando si spendono migliaia o decine di migliaia di €.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 12:56

Comunque, da quando ho cambiato i cavi, la sensazione del martelletto del pianoforte che batte sulla corda è diventata estremamente evidente e molto presente, mentre prima si intuiva a malapena.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 13:40

Comunque, da quando ho cambiato i cavi,
un cavo buono fa sempre la differenza, è quando è troppo buono che si va nell'eccesso MrGreen

p.s. io sono soddisfattissimo dei Ricable, ho però quelli di segnale, per quelli di potenza ho un biwiring, che anche qua probabilmente ce n'è di scuole di pensiero, ma visto che sia l'ampli che le casse accettano il biwiring, perchè no MrGreen

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 14:08

Vedo che siamo d'accordo allora.

Certo le misure di laboratorio non dicono tutto, ma se alcune sono insufficienti, non succede poi il miracolo.... e poi... bisogna saperle interpretare.


Poi chiaramente per la timbrica bisognerà ascoltare quel diffusore in condizioni ottimali, ma intanto potremo scartare una pletora di diffusori che nella dichiarazione del costruttore sono eccezionali.


Misure ed ascolto sono complementari.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 14:09

Si è fatto tardi MrGreen

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 16:24

certo misure e ascolto sono complementari, ma se già le misure non ci dicono niente di buono, l'ascolto diventa solo un esercizio stilistico.

avatarsenior
inviato il 07 Luglio 2020 ore 16:31

certo misure e ascolto sono complementari, ma se già le misure non ci dicono niente di buono, l'ascolto diventa solo un esercizio stilistico.


E se per assurdo dovessi avere due sistemi con misure perfettamente uguali questi potrebbero suonare diversi?

Insomma...l'orecchio umano potrebbe essere più sensibile degli strumenti? MrGreen

15 Luglio 2020

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